Nazim Hikmet

Da: "Lettere dal Carcere a Munevver"

Il più bello dei mari

è quello che non abbiamo ancora navigato.

Il più bello dei nostri figli

non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni

non li abbiamo ancora vissuti.

E quello

che vorrei dirti di più bello

non te l'ho ancora detto

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Spazio docenti creato da M O. Dulcetta


martedì, ottobre 04, 2005

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19:52 | commenti


lunedì, marzo 15, 2004

"Studiare in Rete non è più un'utopia"

Berry Carbol, direttore della Open School University della British Columbia in Canada, racconta l’esperienza maturata in questi anni nella sua università sulla formazione a distanza. Un metodo di insegnamento basato su una forte e comunicazione fra insegnanti e allievi. Studiare da casa sì ma non da soli. Fare un corso a distanza non significa semplicemente inserire del materiale su Internet. E’ necessaria la presenza costante di un interlocutore attivo dall’altra parte.

  • Per chi non ha la possibilità di studiare vicino a casa o per chi lavora e studia allo stesso tempo l’apprendimento a distanza, attraverso il World Wide Web offre, per la sua flessibilità, una valida alternativa ai corsi tradizionali. Ma la tecnologia, secondo Carbol, non può sostituirsi totalmente agli insegnanti. Fare un corso a distanza non significa inserire del materiale sul Web, è necessario che ci sia un interlocutore dall’altra parte. Il direttore della Open School della British Columbia in Canada racconta l’esperienza della formazione a distanza rivolta sia agli adulti che ai bambini (1) (2).
  • Internet offre una disponibilità di informazioni che arricchisce l’insegnamento e l’apprendimento. Sembra che i bambini addirittura si divertano e siano attratti dalla ricerca su Internet. La Open University canadese sta infatti progettando dei corsi per bambini di età compresa tra i sei e gli otto anni da seguire via Internet in compagnia dei genitori (3) (4).
  • I ragazzi sono molto più veloci degli insegnanti nell’apprendere tutto ciò che è tecnologico. L’intervistato racconta i metodi utilizzati nei corsi di formazione da lui diretti per integrare il diverso modo di apprendimento di insegnanti e allievi (5).
  • Circa la metà degli insegnanti della British Columbia usa Internet e la posta elettronica come strumenti di lavoro ma è stato un processo lungo da attuare. Oggi gli insegnanti, istruiti sulle nuove tecnologie, apprezzano la facilità di accesso e di uso del materiale in quanto facilita il loro lavoro (6) (7).
  • L’università canadese organizza corsi da autodidatta. Una struttura lineare dell’informazione e una interfaccia grafica adattabile al tipo di studente, consentono una fruizione agevole del materiale didattico agli allievi di questi corsi (8) (9) (10).
  • “Il semplice fatto di avere l’accesso a Internet non creerà un nuovo metodo di insegnamento.” Senza qualcuno che filtri e interpreti l’informazione non ci può essere apprendimento. E questo, secondo Carbol, è il compito fondamentale dell’insegnante (11).
  • La tecnologia ha un effetto positivo nella formazione dei disabili, in quanto li libera dalla tirannia della classe. Secondo l’intervistato la tecnologia, invece di essere un’esperienza che li isola, li aiuta veramente a imparare a capire cose che prima non riuscivano a fare (12).
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12:44 | commenti (2)

Le nuove tecnologie della comunicazione

  • Le nuove tecnologie della comunicazione sembrano nate proprio per migliorare i processi di apprendimento e per superare la verticalità e la gerarchizzazione che ancora caratterizzano le istituzioni scolastiche (1).
  • L'intervistato condivide l'idea espressa da Pierre Lèvy secondo la quale ci stiamo avvicinando ad una piena realizzazione di un'intelligenza collettiva (2).
  • La natura delle nuove tecnologie dovrebbe essere garanzia di una loro diffusione orizzontale che superi ogni differenza di ordine economico e sociale; solo un impegno politico ben mirato, però, potrà portare a questi esiti desiderati (3).
  • Il libro ha ormai svolto il suo ruolo storico e nel caso di testi come enciclopedie, dizionari e manuali é egregiamente sostituito dai nuovi supporti multimediali. Resta il fascino della pagina scritta che non deve, però, far perdere di vista i grandi vantaggi che offrono i processi di digitalizzazione di qualsiasi tipo di testo (4).
  • La didattica a distanza può essere utilissima per superare tutte le difficoltà della scuola legate agli spazi, per esempio, e all'arretratezza di questa istituzione; in generale gli studenti sembrano più ricettivi e capaci di adattarsi a queste nuove forme di
  • studio di quanto non lo siano gli insegnanti (5).
  • Il docente dovrà adeguarsi ai cambiamenti apportati dall'uso delle nuove tecnologie a scuola soprattutto comprendendo di non essere più l'unica fonte del sapere (6).
  • Le nuove tecnologie sapranno rivoluzionare il sistema scolastico quando se ne accetteranno le enormi potenzialità rispetto al futuro in modo critico, senza cadere in facili entusiasmi non concretizzabili (7).
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12:42 | commenti


sabato, marzo 13, 2004

La Girandola, il portale dei bambini

L' Uso di strumenti multimediali può contribuire a migliorare i rapporti interpersonali, per l'implicita necessità di collaborare con gli altri; nel campo cognitivo può favorire la coordinazione oculo - motoria, l'ampliamento delle conoscenze, il miglioramento delle capacità di osservazione, memorizzazione, confronto, la comprensione e l'uso della lingua scritta, le capacità logiche, espressive e creative.
Affinché tali preziosi contributi si realizzino, è necessario che la scuola abbia dotazioni non obsolete, in numero sufficiente per essere utilizzate da gruppi sino a 20-25 ragazzi contemporaneamente, facilmente accessibili per gli insegnanti e gli alunni.
è indispensabile una progettazione attenta e flessibile. Il lavoro deve essere inserito nell'offerta formativa dell'istituto e nel piano di lavoro del Consiglio di classe, per potersi integrare in modo coerente con obiettivi, metodi e argomenti programmati. Non sono opportune, a mio avviso, finalità specifiche, tranne quella di familiarizzare con strumenti sempre più diffusi e forse indispensabili, superando sia gli atteggiamenti di paura che quelli di mitizzazione.
è bene che l'ambiente scolastico - preside, personale, famiglie degli alunni - sia perlomeno non contrario alle iniziative programmate. Se non è così, sono opportuni dei chiarimenti, che qualche volta modificano la situazione in senso positivo.
è molto importante che i colleghi di corso siano disponibili a collaborare, eventualmente anche solo in forma di aiuto esterno, se non se la sentono di impegnarsi direttamente. Molti di loro ritengono che il mezzo informatico multimediale sia valido per la didattica, ma, per motivi di competenza personale, non si sentono in grado di lavorare con gli alunni. La competenza che questi docenti ritengono necessaria per utilizzare l'informatica nella didattica è forse irraggiungibile nella realtà, in quanto si basa sul radicato concetto che l'insegnante non debba mai sbagliare di fronte agli alunni. Personalmente mi sembra vero il contrario: per i docenti disponibili ad ammettere di non essere infallibili, il lavoro al computer con gli alunni è affascinante proprio perché, quando i ragazzi si rendono conto che tutti, professori compresi, possono commettere errori, capiscono che la cosa fondamentale non è non sbagliare mai, ma possedere un buon metodo di lavoro per capire, correggere, procedere, ottenere risultati soddisfacenti.
Generalmente gli insegnanti meno sicuri hanno già seguito più di un corso di aggiornamento, ma ciò non è stato sufficiente a superare il problema di lavorare in modo autonomo con gli alunni. Per questi colleghi è utile sentirsi appoggiati dai più esperti. A tale fine, la compresenza è il sistema più facilmente utilizzabile, ma sarebbe meglio poter ricorrere anche a incontri periodici tra docenti. Tenendo presente questo problema, abbiamo organizzato il corso di aggiornamento del progetto 1A (Programma di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche) in forma "interna", con docenti della nostra scuola come relatori, per dare a chi lo seguiva la sensazione di poter essere aiutato e seguito personalmente. Abbiamo motivo di ritenere che nel prossimo anno scolastico il gruppo di insegnanti che utilizzeranno informatica e multimedialità nella didattica sarà più numeroso.
Naturalmente, l'aggiornamento è necessario anche per gli insegnanti "esperti", ma di solito ciò non costituisce un problema, mentre lo è un fenomeno relativamente frequente: a volte ci si imbatte in insegnanti "ipertecnologici", eccezionalmente abili con qualsiasi strumento multimediale e sempre al passo con le ultime novità, ma che hanno il difetto di considerare loro proprietà personale le postazioni ed il software più aggiornati della scuola o che addirittura sono gelosi delle proprie competenze, al punto di evitare di trasmetterle agli altri, alunni o insegnanti. Se non si riesce a convincerli a lavorare con i ragazzi, è in genere possibile ottenere da loro che qualche volta sistemino attrezzature non ben funzionanti. Certo non è il massimo, ma si tratta sempre di prestazioni utili, che sopperiscono, almeno in parte, alla mancanza di personale addetto alla manutenzione.
Un numero sempre crescente dei nostri alunni possiede un computer e lo usa. Spesso si sente dire che i ragazzi sono bravissimi con i mezzi informatici. La realtà nella scuola media è, almeno in parte, diversa . Di solito i ragazzi, non avendo il timore, caratteristico di molti adulti, di far danni toccando un tasto sbagliato, sono molto esplorativi - il che è certamente un bene perché cercando imparano molto - e sono quasi tutti bravi nei giochi che richiedono velocità di riflessi. Queste caratteristiche sono quasi sempre accompagnate dai limiti propri di un'età in cui le capacità logiche sono in via di costruzione: la competenza è frammentaria e poco organizzata, i livelli di utilizzazione dei programmi sono al minimo delle potenzialità, i ragazzi non sono in grado di organizzare attività complesse e hanno difficoltà a spiegare agli altri che cosa stanno facendo. Abituati ad essere considerati molto bravi dai loro familiari, sono convinti di esserlo e solo i più autocritici e maturi sanno di aver molto da imparare.
Qualunque sia il lavoro programmato dai docenti - dalla semplice stesura di testi e tesine, alle storie inventate e illustrate, ai database, alla preparazione di ipertesti fruibili o no in rete, multimediali o no - gli alunni devono essere incoraggiati a partecipare in modo costruttivo e guidati a rinunciare sia all'uso solo casuale del mouse, sia alla tendenza, tipica dell'età, a copiare testi, disegni, animazioni altrui. Bisogna aiutarli ad elaborare lavori originali , a organizzarli in modo coerente, a modificarli sino ad esserne soddisfatti. La fruizione di software didattico o ludico, la stessa utilizzazione di Internet devono essere solo una parte dell'attività, ed avere il fine, per esempio, di fornire materiale per una ricerca. In questa maniera i ragazzi riescono ad acquisire un buon metodo di lavoro e possono sviluppare capacità creative ed espressive.
In sintesi: il grande vantaggio iniziale, legato agli aspetti ludici e motivazionali della multimedialità va sfruttato attentamente, con chiarezza di obiettivi, rigore metodologico e collaborazione interpersonale, affinché il processo formativo dei ragazzi tragga un valido contributo dall'utilizzazione dei mezzi informatici e multimediali nella didattica










postato da maradulcetta |

18:03 | commenti

Questo angolo virtuale creato da M. Oliveta Dulcetta è riservato a tutti i docenti che vogliono condividere e sperimentare nuove forme di didattica...