
lunedì, marzo 15, 2004
"Studiare in Rete non è più un'utopia"
Berry Carbol, direttore della Open School University della British Columbia in Canada, racconta l’esperienza maturata in questi anni nella sua università sulla formazione a distanza. Un metodo di insegnamento basato su una forte e comunicazione fra insegnanti e allievi. Studiare da casa sì ma non da soli. Fare un corso a distanza non significa semplicemente inserire del materiale su Internet. E’ necessaria la presenza costante di un interlocutore attivo dall’altra parte.
- Per chi non ha la possibilità di studiare vicino a casa o per chi lavora e studia allo stesso tempo l’apprendimento a distanza, attraverso il World Wide Web offre, per la sua flessibilità, una valida alternativa ai corsi tradizionali. Ma la tecnologia, secondo Carbol, non può sostituirsi totalmente agli insegnanti. Fare un corso a distanza non significa inserire del materiale sul Web, è necessario che ci sia un interlocutore dall’altra parte. Il direttore della Open School della British Columbia in Canada racconta l’esperienza della formazione a distanza rivolta sia agli adulti che ai bambini (1) (2).
- Internet offre una disponibilità di informazioni che arricchisce l’insegnamento e l’apprendimento. Sembra che i bambini addirittura si divertano e siano attratti dalla ricerca su Internet. La Open University canadese sta infatti progettando dei corsi per bambini di età compresa tra i sei e gli otto anni da seguire via Internet in compagnia dei genitori (3) (4).
- I ragazzi sono molto più veloci degli insegnanti nell’apprendere tutto ciò che è tecnologico. L’intervistato racconta i metodi utilizzati nei corsi di formazione da lui diretti per integrare il diverso modo di apprendimento di insegnanti e allievi (5).
- Circa la metà degli insegnanti della British Columbia usa Internet e la posta elettronica come strumenti di lavoro ma è stato un processo lungo da attuare. Oggi gli insegnanti, istruiti sulle nuove tecnologie, apprezzano la facilità di accesso e di uso del materiale in quanto facilita il loro lavoro (6) (7).
- L’università canadese organizza corsi da autodidatta. Una struttura lineare dell’informazione e una interfaccia grafica adattabile al tipo di studente, consentono una fruizione agevole del materiale didattico agli allievi di questi corsi (8) (9) (10).
- “Il semplice fatto di avere l’accesso a Internet non creerà un nuovo metodo di insegnamento.” Senza qualcuno che filtri e interpreti l’informazione non ci può essere apprendimento. E questo, secondo Carbol, è il compito fondamentale dell’insegnante (11).
- La tecnologia ha un effetto positivo nella formazione dei disabili, in quanto li libera dalla tirannia della classe. Secondo l’intervistato la tecnologia, invece di essere un’esperienza che li isola, li aiuta veramente a imparare a capire cose che prima non riuscivano a fare (12).
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Questo angolo virtuale creato da M. Oliveta Dulcetta è riservato a tutti i docenti che vogliono condividere e sperimentare nuove forme di didattica...
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